Pagina:Sopra lo amore.djvu/96

90 marsilio ficino

celeste, cioè in essa intelligenzia della angelica Mente. Il secondo in Venere vulgare, che significa quella potenzia che ha l’anima del Mondo del generare. I quali si chiamano due Demonii: perchè sono in mezzo tra la bellezza e privazione di quella, come di sopra toccammo e disotto più chiaramente dimostreremo. Il terzo Amore è l’ordine de’ Demonii, che accompagna il Pianeta di Venere. Questo ancora in tre ordini si divide: alcuni sono assegnati allo elemento del fuoco: alcuni altri allo elemento della aria purissima: alcuni all’aria più grossa, e nebulosa: e tutti si chiamano Eroes, che vuol dire Amatori, il quale vocabolo Eroes viene da un vocabolo greco, che dice Eros che significa Amore. I primi Demonii saettano le lor freccie in quegli uomini, ne’ quali la collera, che è umore focoso, signoreggia: i secondi in coloro ne’ quali signoreggia il sangue, che è umore aereo: i terzi in coloro ne’ quali predomina la flemma, e la malinconia che sono umori acquei e terrestri. E conciò sia che tutti gli uomini dalle saette di Cupidine sieno feriti: nondimeno son più che gli altri feriti quattro generazioni d’uomini. Imperocchè Platone dimostra nel Fedro, quelle anime essere molto saettate da Amore, le quali seguitano Giove, Febo, Marte, o Iunone; e Iunone qui significa Venere. E quelle essendo inclinate a lo Amore da’ principii delle loro generazioni, dice che sommamente amano quegli uomini, i quali sono nati sotto le stelle medesime. Di qui avviene, che i Gioviali a’ Gioviali, e i Marziali a’ Marziali, e così alcuni altri ad altri portano affezione grandissima.


Capitolo VI


Del modo dello innamorarsi


Quello che io dirò nello esempio di uno, intendete degli altri. Qualunque animo sotto lo imperio di Giove nel corpo terreno descende, concepe nel descendere una certa figura di fabbricare un uomo conveniente alla stella di Giove, la quale