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corpo. E noi diciamo gli uomini amare quelle cose, le quali a fine di loro desiderano: quelle che per fine d’altri, non propriamente amare. Meritamente adunque vogliamo che lo Amore solamente a le scienze, figure, e voci si appartenga. E però quella grazia solamente che si truova in questi tre obbietti, cioè nella virtù dell' animo, figure, e voci, perchè molto provoca lo animo, si chiama calos cioè provocazione, da un verbo che dice caleo, che vuol dire provoco: e calos in greco, significa in latino Bellezza. Orato è a noi il vero e ottimo costume dell’Animo: grata è la speziosa figura del corpo: grata la consonanza delle voci, e perchè queste tre cose, l’animo come a lui accomodate e quasi incorporali, di più prezzo assai stima che l’altre tre: però è conveniente, che egli più avidamente queste ricerchi, con più ardore abbracci, con più veemenza si maravigli. E questa grazia di virtù, figura, o voce, che chiama lo animo a sè e rapisce per il mezzo della ragione, viso e audito, rettamente si chiama Bellezza. Queste sono quelle tre Grazie, de le quali così parlò Orfeo: Splendore, Viridità, e Letizia abbondante. Orfeo chiama splendore quella grazia e bellezza dell’animo, la quale nella chiarezza delle scienze e de’ costumi risplende; e chiama viridità cioè verdezza, la suavità della figura e del colore: perchè questa massime nella verde gioventù fiorisce: e chiama letizia, quel sincero, utile e continovo diletto, che ci porge la Musica.


Capitolo III


Che la bellezza è cosa spirituale


Essendo così, è necessario che la Bellezza sia una natura comune alla virtù, figure e voci. Perchè noi non chiameremmo qualunque di questi tre bello, se e’ non fosse in tutti tre comune diffinizione della Bellezza. E per questo si vede, che la natura della Bellezza non può essere corpo. Perchè se ella