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sopra lo amore 133

Simone calzolaio. Usava vocaboli rustici e grossolani, secondo che gli rimproverò Callide nel Gorgia. Era ancora tanto mansueto, che benchè molte volte gli fussero dette parole molto ingiuriose, e alcuna volta senza colpa battuto, niente di meno nello animo suo non si commosse mai. Senza casa. Essendo dimandato Socrate donde egli fusse, rispose: sono del Mondo; quivi è la Patria, dove è il Bene. Non aveva casa che fusse sua: non piuma in letto: non delicato vivere: non preziosa masserizia. Dorme a le porte: nella via: a ’l cielo sereno. Queste cose significano il petto di Socrate aperto: e il cuore manifesto a ciascuno. Ancora che si dilettava del vedere e dell’udire, che sono le porte dello Animo. E oltre a questo, che Socrate andava sicuro: e senza paura alcuna per tutto; e quando bisognava, si dormi via ovunque il sonno li sopraggiungeva, involto nel suo povero mantelluccio. Sempre povero; perchè chi è quello che non sappia Socrate essere stato figliuolo d’uno scarpellino, e d’una che guardava le donne di parto? Aveva eziandio Socrate in sua vecchiaia a guadagnarsi il vivere, con le proprie mani scarpellando: e non ebbe mai tanto, che nutricasse sè e la sua famiglia: e in ogni luogo si vantava di avere la mente povera. Dimandava ognuno, e diceva sè nulla sapere. Virile; Socrate era di costante animo, e di sentenzia insuperabile: in modo che egli disprezzava le promesse de’ principi, rifiutava le loro pecunie: e più volte da loro chiamato non volle andare. E tra gli altri sprezzò Archelao Macedonico, Scopa Craenonio, Euriloco Larisseo. Audace e feroce; quanta fusse la fortezza di Socrate in fatti d’arme, copiosissimamente Alcibiade nel Convito lo narra. E avendo Socrate avuto vittoria in Potidea, il trionfo suo volentieri ad Alcibiade concedette. Veemente. Era Socrate in parole e gesti molto efficace e pronto, secondo che Zopiro maestro di giudicare fisionomia aveva giudicato Socrate essere uomo avventato: e spesse volte nel parlare acceso soleva avventare le mani e strapparsi i peli della barba. Facondo; Socrate nel disputare, trovava argumenti assai ugualmente al