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scurato e da poco, nelle cose amatorie lo fa astuto, e industrioso: sì che con meravigliosi modi va uccellando la grazia dello Amato, implicandolo con inganni, abbagliandolo con servigi, placandolo con eloquenza, addolcendolo col canto. E il medesimo furore che fece lo innamorato lusinghiere ne’ servigii, gli somministra di poi le armi: e se egli si sdegna contro lo Amato, diventa feroce: e se egli combatte per l’Amato, non può essere vinto. L’Amore come dicemmo, piglia origine dal vedere: il vedere è posto in mezzo tra la Mente e il tatto. Di qui sempre nasce che l’animo dello amante si distrae: e ora in su e ora in giù scambievolmente si getta: ora surge la cupidità del toccare, ora il desiderio della celeste Bellezza: e ora quella e ora questa vince: in modo che in quegli, che hanno acuto ingegno, e sono onestamente allevati, vince il desiderio della celestiale Pulcritudine: negli altri il più delle volte supera la concupiscenzia del tatto. Quegli uomini che si tuffano nella feccia del corpo, meritamente si chiamano aridi, nudi, vili, disarmati, e dappochi. Aridi, perchè sempre hanno fame, e mai non s’empiono: nudi, perchè come temerarii a tutti i pericoli sono suggetti, e come uomini sfacciati caggiono in pubblica infamia: vili, perchè non pen sano cosa alcuna alta e magnifica: disarmati, per chè son vinti dalla scellerata cupidità: dappochi, perchè son tanto capocchi, che non si avveggono a che termine Amore li tira: rimangonsi nel viaggio non giungendo mai al termine. Ma gli uomini con trari a questi hanno le condizioni contrarie. Imperocchè pascendosi eglino delle vere vivande dell’Animo, s’empiono più e con più tranquillità amano. Temono la vergogna, sprezzano la ombratile spezie del corpo, levansi in alto: e quasi come armati scacciano da sè le vane libidini, sottomettendo i sensi alla ragione. Costoro come in dustriosissimi e prudentissimi di tutti in tal modo filosofano, che per le figure de’ corpi, quasi come per certe pedate, o vero odori, con providenzia procedono: e sagacemente investigano per questi l’ornamento dell’ animo, e delle cose di-