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cose osservando gli antichi medici dissono lo Amore essere una specie di umore malinconico, e di pazzia: e Rafis medico comandò che e’ si curasse per il coito, digiuno, ebrietà e esercizio. E non solamente Amore fa diventare gli uomini tali e quali abbiamo detto: ma eziandio quelli, che sono per natura tali, sono a lo Amore inclinati. E coloro son tali, ne’ quali signoreggia lo umore collerico o melancolico. La collera è calda e secca: la melancolia è secca e fredda. Quella nel corpo tiene il luogo del fuoco, e questa il luogo della terra. E però quando dice Diotima arido e secoo, intende l’uomo melanconico a similitudine della terra. E quando dice squallido e giallo, intende l’uomo collerico a similitudine del fuoco. I collerici per impeto dell’umore focoso, s’avventano nello amare, coinè in un precipizio. I melanconici per la pigrizia dello umore terrestre, sono ad amare più tardi: ma per la stabilità di detto umore, dato che hanno nelle reti, lunghissimo tempo vi si rivolgono. Meritamente adunque lo Amore arido e giallo si dipigne, conciosia che gli uomini che son tali, sogliono darsi all’amore più che gli altri: e questo credo che di qui nasca: perchè i collerici ardono per lo incendio della collera, e i melanconici per la asprezza della malinconia si rodono. Il che afferma Aristotile nel VII Lib. dell’Etica. Sì che lo umore molesto affligge sempre l’uno e l’altro: e costringeli a cercare qualche conforto e sollazzo, massimo e continuo, come rimedio contra la continua molestia dello umore. Questo sollazzo è massimamente nelle lusinghe della musica e dell’arte amatoria. Imperocchè noi non possiamo ad alcuno diletto tanto continuamente attendere quanto a le consonanze musicali e considerazioni di bellezza. Gli altri sensi presto si saziano: ma il vedere e l’udire più lungo tempo si trastullano di voci, e di pittura vana. E i piaceri di questi due sensi, non solamente sono più lunghi: ma eziandio più convenienti alla complessione umana. Imperocchè nessuna cosa è più conveniente alli spiriti del corpo umano, che le voci e le figure degli uomini: spezialmente di quelli,