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ER CÒLLERA MÒRIBBUS1



1.


     Bbasta, o sse2 chiami còllera o ccollèra,3
Io sce ggiuco4 la testa s’un baiocco
Che sta pidemerìa,5 sarvo me tocco,6
Cqua da noi nun ce viè, ssippuro7 è vvera.

     Nun zentite l’editto?8 che cchi spera
Ne la Madon de mezz’agosto, è un sciocco
Si9 nn’ha ppavura? E cce vò ddunque un gnocco,
Sor Marchiònne,10 a accorasse11 in sta maggnèra.12

     Disce:13 ma a Nninza14 fa ppiazza pulita.
Seggno che cqueli matti mmaledetti
Nun ze15 sanno avé ccura de la vita.

     S’invesce de cordoni e llazzaretti
Se sfrustàssino16 er culo ar Caravita,17
Poterìano bbruscià ppuro18 li letti.

4 agosto 1835


  1. [Per l’intelligenza di questi sonetti gioverà, prima di tutto, rammentare che il pauroso morbo, penetrato per la prima volta in Europa nel 1823, da allora in poi ne flagellò quando l’una quando l’altra parte, invadendo, nel 1835 molti luoghi della Francia, del Piemonte, della Toscana, del Veneto, ecc.; nel 36, Trieste, la Lombardia, Parma e Piacenza, Ancona e altri paesi dello Stato pontificio, il Napoletano, ecc.; e nel 37, anche Roma, ecc.]
  2. Si.
  3. [V. la nota 1 a pag. 303.]
  4. Ci giuoco.
  5. Questa epidemia.
  6. Salvo dove mi tocco.
  7. Seppure.
  8. [L’Invito Sagro, pubblicato il 31 luglio 1835 dal Cardinal Vicario, Carlo Odescalchi, il quale era uomo “d’una semplicità singolare, unita ad uno zelo poco illuminato;„ e si lasciava menar pel naso da alcuni suoi subalterni, “esseri di grossa ignoranza e nessuna prudenza.„ (Dispacc. dell’Ambasc. sard., 8 agosto 1836, in Bianchi, Op. e vol. cit., pag. 165.) Nel 1838, egli rinunziò al cardinalato e a tutti gli annessi e connessi, e si fece gesuita; rimanendo però famoso in Roma per la smania avuta da Vicario d’ingemmare i suoi editti con quanto di più iracondo e bestiale si legge ne’ libri santi. Singolarissimi esempi di questa smania possono vedersi nelle note de’ sonetti: L’editto ecc. (1), 21 febb. 36; e La caristia ecc. (2), 24 magg. 37: nelle quali però io non potei dare, come posso darlo qui, il testo preciso di questo Invito Sagro sul colera, perchè ancora non m’era riuscito di ripescarlo. “Risparmiò finora l’Italia,„ diceva dunque l’Invito, “quel morbo funesto, che aggirasi per Europa già da qualche anno, e che tante ha mietuto vittime altrove, morbo che per la oscurità della sua origine, per la stravaganza de’ suoi progressi, per l’incertezza de’ suoi attacchi, per l’acerbità de’ suoi periodi veste per chi ha fede i caratteri tutti, ed i segni d’un flagello. Parve finora, che le Alpi, e i nostri mari fossero una insormontabile barriera. Ma qual barriera a un flagello! L’Italia n’è oggi minacciata, ma da Roma è lontano ancora; e Roma ne sarà immune? Se il morbo è flagello, se il flagello di Dio si scarica sopra il capo del prevaricatore, Roma prevaricò? Non conviene, o Romani, illudersi, sì che Roma prevaricò. Il nome santo di Dio è conculcato, le feste, e le solennità sono violate, il vizio passeggia impudente baldanzoso (sic) per le vie della Santa Città. Dunque se Roma prevaricò, flagellata dev’essere ancora. Ma Roma ha una barriera, cui le Alpi, ed i mari rassomigliar non si possono, e questa barriera è Maria. Infelice Roma, se Maria coprendola con il suo manto non trattenesse il braccio di quell’Angelo dell’Apocalisse, che mostra dall’alto l’avvelenata tazza per rovesciarla sui miseri figli della colpa. A Maria dunque senza indugio rivolgiamoci...„ Ordina quindi una novena straordinaria a Maria, in preparazione per la festa dell’Assunzione al Cielo, da farsi in quindici chiese a lei dedicate, e di più in S. Rocco e in tutti gli oratòri notturni, dal 6 a tutto il 15 agosto, ricorrenza di detta festa. Il Papa concede indulgenza plenaria “a tutti coloro che sette volte nei dieci giorni interverranno al pio esercizio.„ Vietati in questi dieci giorni “gli Spettacoli d’ogni sorte, le Adunanze clamorose, i canti, e suoni notturni;„ chiuse, durante la funzione, “le Osterie, i Spacci di Acquavite, ed altri Liquori, i ridotti, i bigliardi ecc.,„ meno i “Caffè per la circostanza della stagione.„]
  9. Se.
  10. Melchiorre.
  11. Accorarsi.
  12. In questa maniera.
  13. Dice: dicono.]
  14. Nizza.
  15. Non si.
  16. Si sfrustassero.
  17. Oratorio notturno in Roma, dove gli uomini si dànno la disciplina al buio. [E, naturalmente, era uno di quelli contemplati nell’Invito Sagro del Cardinal Vicario. V. qui sopra la nota 8, e in questo stesso volume l’altra nota 8 del sonetto: L'ingeggno ecc., 18 dic. 32.]
  18. Pure.