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332 Sonetti del 1834


ER ZERVITOR DE CONZURTA1

     Voi, sor abbate,2 sti duscento scudi
L’avete da caccià ccome un ziggnore.
Chi vve scià3 ffatto fà ggovernatore
Senza manco la fede4 de li studi?

     Nun fui io ch’inventai a Mmonziggnore5
C’avévio6 mojje e cquattro fijji iggnudi?
Io bbisoggna er campà cche mme lo sudi
Io povero cristian de servitore.

     A mmé er padrone nun me dà ssalario;
E li rigali de le grazzie poi
L’ho ppuro7 da spartì ccór zegretario.8

     Voi che ddiscévio?9 “A ccose terminate
Duscento piastre, Checco,1011 pper voi„.
La nomina sta cqui? ddunque pagate.

26 aprile 1834

  1. La Consulta è il supremo Tribunal Criminale dello Stato, e il dicastero di giurisdizione sopra i governi delle terre: questa seconda ingerenza è stata oggi modificata da uno de’ soliti moti-proprii del Papa. Il Sagro Tribunale si compone di... prelati votanti. [Nel 1834 si componeva di un cardinale, prefetto; di altri undici cardinali, giudici; di undici prelatì ponenti, cioè relatori; di un prelato segretario, e di un avvocato sottosegretario. Ma numero de’ giudici e de ponentiFonte/commento: Sonetti romaneschi/Correzioni e Aggiunte non era stabile.]
  2. Abate non si dice soltanto a chi lo è, ma serve anche d’ironia con chi non lo è. [Cfr. la nota 1 del sonetto: Er corpo ecc., 8 genn. 32.]
  3. Chi vi ci ha. ecc.
  4. Il certificato, la pagella. ecc.
  5. Monsignor Segretario di Consulta, posto che dà prossimo adito al conseguimento della porpora cardinalizia.
  6. Che avevate.
  7. Pure.
  8. Il segretario di Monsignor Segretario.
  9. Dicevate.
  10. Francesco.
  11. Sono.