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Sonetti del 1834 289

CHI LA TIRA, LA STRAPPA

     Fatto Adamo padron de l’animali,
Incominciò addrittura a arzà l’ariaccia.1
Nun zalutava, nun guardava in faccia...
Come fussino2 llà ttutti stivali.

     Nun c’er’antro3 pe’ llui che ccan4 da caccia,
Caval5 da sella, scampaggnate,6 ssciali,7
Priscissione8 coll’archi trionfali,
Musiche, e ccianerie9 pe’ la mojjaccia.10

     E l’animali, a ttutte ste molestie,
De la nescessità, ccome noi dimo,11
Fasceveno vertù, ppovere bbestie.

    Nun ce fu cch’er Zerpente, che, vvedute
Tante tirannerìe, disse p’er primo:
“Mó vve bbuggero io, creste futtute.„

16 aprile 1834

  1. Alzare l’ariaccia: levarsi in superbia.
  2. Fossero.
  3. Non c’era altro.
  4. Cani.
  5. Cavalli.
  6. Diporti in campagna.
  7. Gozzoviglie.
  8. Processioni.
  9. Foggie eleganti.
  10. Mogliaccia.
  11. Diciamo.