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92 Sonetti del 1830


MAGGNÈRA VECCHIA PE’ TTIGGNE LA LANA NOVA.

     Jerzera1 er mi’ padrone co’ cquer callo
Vòrze2 annà a l’Accademia Tibburtina,3
Pe’ ssentì a rescità ’na rajjatina
4D’un zomaro che cqui ccanta da Gallo.4

     Avanti a ’na garafa5 de cristallo,
Tra ddu’ cannele6 de ceraccia fina,
Se messe7 quer cazzaccio in cremesina8
8A inzeggnà a ttigne er rosso, er nero, er giallo.

     Pe’ ddà mmejjo a la lana oggni colore
Cià un zegreto quer fijjo de p......,
Che lo sa ’ggni regazzo de tintore.

     12Ma ddìcheno che ll’antra settimana
Je l’abbi commannato un Monziggnore,9
Discenno: “Tocca a vvoi, sor bona-lana.„10

  1. La sera de’........ 1830.
  2. Volle.
  3. Tiberina.
  4. Il già Luigi Gallo servente dell’ospedale di San Giovanni, oggi Marchese del Gallo per virtù di regola del 5, cioè da furti.
  5. [Caraffa.]
  6. Candele.
  7. Si mise.
  8. In sommo grado. [In cremisi, dicono nello stesso senso a Firenze; e, secondo il Fanfani, parrebbe anche in cremisino. Ma non c’è da fidarsene; perchè i suoi usasi e dicesi abbracciano spesso tutti i tempi e tutti gli spazi.]
  9. Monsignor Niccola Nicolai. [Uditore generale della Reverenda Camera Apostolica, e socio, e nel 1830 forse anche consigliere, della Tiberina; poichè al Consiglio spettava determinare “il numero, la qualità e gli Autori delle composizioni da recitarsi nelle Accademie solenni e straordinarie.„ (Leggi e Regolamenti dell’Accademia Tiberina; Roma, 1826; pag. 5.) Cfr. su questo Monsignore anche il sonetto a pag. 212 del vol. IV.]
  10. [Questo sonetto non ha la data; ma dal contesto, dalla prima nota e dal trovarsi dietro a un altro del 1830, argomento che sia di quell’anno.]