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72 Sonetti del 1830


DEVOZZIONE.

     Chi ttiè1 attaccato ar collo l’abbitino,2
Nun poterà mmorì dde mala-morte.
Pòi,3 pe’ mmodo de dì,4 ffà l’assassino
4E rrìdete5 der boia e dde la corte.6

     Si ppoi sce cusci7 er zonetto latino
Che l’ha ttrovato in Palestrina8 a ssorte
Drento ar Zanto Seporcro un pellegrino,9
8Fa’ ppuro10 a Bberzebbù lle fuse-torte.11

     Ciài12 la medajja tu dde san Venanzo,
Bbona pe’ le cascate? ebbè, ppeccristo,
Prima che lassà a llei,13 lassa da pranzo.14

     Ma ssai quanti miracoli sciò15 vvisto?12
Te pò ddelibberà16 sibbè17 pe’ llanzo18
T’annassi19 a bbuttà ggiù dda Pontesisto.20

14 settembre 1830.

  1. Tiene.
  2. Scapolare del Carmine.
  3. Puoi.
  4. Di dire.
  5. Riderti.
  6. [Dalla corte de’ birri s’intende. — Su questo funesto pregiudizio si veda anche il sonetto: Chi ss’attacca ecc., 21 genn. 35.]
  7. Se poi ci cuci.
  8. Palestina.
  9. Gira certa orazione latina che si ha per pia credenza per trovata nel Santo Sepolcro.
  10. Pure.
  11. Corna.
  12. Ci hai: hai.
  13. Lasciar lei.
  14. Lascia il pranzo.
  15. Ci ho, ne ho.
  16. Ti può liberare.
  17. [Sebbene], benchè.
  18. Per dimostrazione di scherzo, per commedia.
  19. Ti andassi.
  20. [Uno de’ ponti sul Tevere, dentro Roma, fatto rifabbricare da Sisto IV.]