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In giugno, dopo un lungo silenzio di Luca, arrivò una lettera del canonico Sulis, e ancora prima d’aprirla Gavina sentì che conteneva brutte notizie. «Col sopraggiungere del caldo, Luca s’è di nuovo ammalato, — scriveva il canonico. — Da qualche tempo egli menava una vita regolare, ma un fatto stranissimo, di cui ti voglio scrivere solo a titolo di curiosità, lo ha di nuovo sconvolto. Te lo do a indovinare fra mille. Egli vuole ammogliarsi! Prima di ammalarsi frequentava la casa di Sebastiano Murru. Che cosa egli facesse lì, dalla mattina alla sera, non si sa: fatto sta ed è che dieci o dodici giorni or sono egli pregò tua madre di andare a domandargli in moglie la figlia di Sebastiano, la disgraziata Michela, di cui tu conosci le peripezie! Naturalmente tua madre accolse male la proposta. Per dispetto Luca ricominciò a bere, e mercoledì fu di nuovo preso dal suo malanno: ora le convulsioni son cessate; ma egli si trova in uno stato di grande prostrazione, ed ha formalmente promesso di non bere più. Questa promessa, che per conto mio ritengo simile al voto dei marinai durante la tempesta, con-