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te perchè è un mestiere lucroso.... ma io non sono ricca? Non sarebbe stato meglio....

— Ma che parenti, ma che parenti! Non sono loro che ci hanno diviso: essi non sapevano nulla. Son gli altri.... quelli che tu conosci bene.... Son loro che ti hanno suggestionato, che ci hanno divisi, perchè essi odiano tutto ciò che è vita, amore....

— E inutile continuare! Tu non ragioni, io non ti capisco.... — ella disse, scoraggiata. — Finiamola, finiamola! Un giorno riderai di te, di me, di quest’avventura. Ritorna in te; vedrai, la tua rabbia, i tuoi sospetti, la tua pazzia, tutto passerà. Ti ritornerà la fede, sarai un buon sacerdote.... sarai felice.... Ebbene, che hai, adesso? Dio, Dio.... ma Priamo!

Col gomito appoggiato alla «console» e il viso al dorso della mano egli singhiozzava forte; e la piccola Venere, con la fronte reclinata, pareva fissasse con dolore e curiosità l’uomo che piangeva d’amore ai suoi piedi.

— Felice.... felice!... Sarò felice!... Tutto è finito, ora lo vedo: tu ragioni, tu!... Tu non ami.... tu.... — mormorò Priamo.

E Gavina finalmente provò un impeto di dolore: sentì che mentiva e che Priamo non se ne accorgeva... Sentì che in quel momento si rompeva il loro legame, e anche lei, per un momento, ebbe il desiderio istintivo di riannodarlo: bastava tendere la mano, pronunziare una sola parola. Ma non tese la mano e non