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andrebbero di alcun poco modificati, anche non tenendo conto delle differenze di peso specifico fra l’acqua, il vino e l’aceto. Non è fuor di luogo anche il notare, che il rapporto tra il peso del vino e quello del miele non è dato costantemente per l’amphora e sue frazioni come da 80 a 108, e da 1 a 1,35 (Metrol. Scr. 1 p. 239,7; 237,8) e quindi, a cagion d’esempio, al Congius si attribuiscono 9 libbre di olio, 10 di vino, 13 1/2 di miele: sulle quali divergenze v. Hultsch, Proleg. in Metr. Scr. 1 p. 92, 100, 103 ecc.

19. V. il Carmen de Ponderibus v. 97 seg. dove acutament e si nota:

haec tamen adsensu facili sunt credita nobis:
namque nec errantes undis labentibus amnes
nec mersi puteis latices aut fonte perenni
manantes par pondus habent, non denique vina
quae campi aut colles nuperve aut ante tulere.

20. Dione, 52, 30.

21. Fabretti, Inscr. dom. p. 528 n. 380: Mensurae ad exemplum earum quae in Capitolia sunt, auctore sanctissimo Caes. per regiones missae cur(ante) D. Simonio Iuliano praef. urbi v. c. L’incarico adunque di spedire questi esemplari spettava al Praefectus urbi. Il Borghesi (Oeuvres, 3 p. 478) giudica che sia dell’epoca di Gordiano il bronzo che ci ha conservato questa interessante notizia.

22. Bruzza. Ant. iscriz. Vercell. p. 55, che dietro il Gazzera o il Promis ha con molta dottrina illustrato la frammentaria iscrizione. Menzione di edifici, detti Ponderarii, nei paghi si ha in Gruter. 1020, 10; Bulletin. dell’Instit. 1845 p. 132: Mommsen, Inscr. R. Neap. 5331; Allegranza, opusc. erudit. p. 227. Questi Ponderarii erano eretti anche da privati, con molta verisimiglianza dove la povertà de’ luoghi non comportava tali spese da parte del pubblico: nelle città i pesi e le misure, che doveano esser provveduti a carico dell’erario municipale, spesso lo erano a spese dei magistrati, come a Consa (Gruter. 225, 1; Orelli 3849), a Brescia (Henzen 7073), ad Ostia (Orelli 3882), a Benevento (Zaccaria, Stor. letteraria d’Ital. 8 p. 264), a Lanciano (Murat. 483, 9). Oltre ai campioni dei pesi nel Ponderano vi era anche una stadera, come si conosce da iscrizioni beneventane (De Vita, Antich. Benev. p. 134) e da