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ta di fondi vicino al Po fatta nel 768 abbiamo: omnia ad pertica legiptima iugalis de duodecenos pedes (H. P. M. 13 col. 69); nel 771 in una permuta di fondi sul Vicentino e sul Bresciano: ad mensuram legitimam de duodecimos pedes (ibid. col. 82, 83); nel 772 in Persiceto: ad pertica legitima de pedes duodecim plenarios (ibid. 88); nel 806 e nel 822 sul Bresciano: perticas legitimas de duodecimos pedes (ibid. col. 154, 180); in una vendita in Noniano pavese fatta nel 835: per mensura iusta e pertica legitima de duodicenos pedes (ibid. col. 215); in altra vendita di fondi posti in Probiano sul Veronese nel 843: ad pertica legitima de pedes XII ad estensis brachiis mensurata (ibid. col. 263; v. anche. col. 1297): in un nostro documento del 867: per mensura ad racione facta de pertica legiptima de pes duodecim (Lupi, 1, 831 seg.); in altra vendita di fondi sul Modenese fatta nel 961: ad pertica legitima de pedes duodecim (H. P. M. 13 col. 1113); in una carta milanese del 795: habente pro unaquis pertica pedes qui dicitur de Liutprando duodecim (Giulini 2 p. 425); in altra pur milanese del 1006: perticas ad duodecim pedes qui dicitur de Liutprando mensuratas (Giulini 3 p. 46 seg.). Questa pertica era detta Jucata dai Milanesi nei prossimi passati secoli (Mabillon, It. ital. p. 175; si veda in Du Cange s. v. Juctus Juchus, Jochus d’onde il milanese Jucata) ed il suo nome, con questo speciale significato di una misura divisa in dodici parti, andò perduto fra noi, e ciò era naturale. Infatti la fune (v. sopra § 1 nel passo della Cronaca Noval.) era mezzo troppo incerto per ottenere esattezza di misure: la pertica da 12 piedi era