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libbre, indica apertamente che non bisogna fermarsi al 1263 per ricercare la esistenza del Peso (Pensis) e della sua suddivisione: le ricerche che abbiamo istituite sulla origine delle nostre misure dei liquidi non possono che avvalorare questa induzione. Infatti, nello Statuto più vecchio del 1204 48 troviamo quanto segue (13 § 3): quod Rector teneatur facere amuelari penses et petras pensorum — et quod nullus ponat nec ponere faciat in rubbo ad pensandum nisi petram usque ad unum Pensem (v. fino dal 1140 nel Liber Jur. R. Gen. in H. P. M. 7 col. 71 seg.: hoc modo accipitur pesatura de cantario et de rubo cet.); ibid. 14 § 10, formagium ultra Pensem unum, dove veniamo anche ad apprendere che con pensum si indicavano in generale i campioni dei pesi, con pensis quello unicamente che anche oggidì chiamiamo peso, cioè il multiplo di 10 libbre grosse o 25 sottili (cfr. anche gli Stat. di Brescia del secolo XIII in H. P. M. 16, 2 col. 1584-107 dove la parola pensis ha lo stesso speciale significato che da noi). — Esistono inoltre certe tradizionali abitudini nel popolo, le quali la legislazione non fa che sancire, e delle quali è d’uopo tener conto. Il Lupi, basandosi sul valore del denaro, fu indotto, come vedemmo (§ 2), a ritenere che la libbra d’olio del 828 fosse una libbra grossa: ora, le misure dell’olio dei secoli XI, XII e XIII erano fondate apponto sul peso da 10 libbre, ed a questo si ritornò quando l’olio, non si misurò più con misure di capacità, ma si pesò come nei secoli precedenti (v. Capit. II. § 2): lo Stajo dell’olio, secondo gli Statuti di Como, pesava undici libbre di olio da 30 once ciascuna, mentre le altre misure dei liquidi