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fisiche e morali, di degenerazione dei sensi e della coscienza, di traviamenti in tutte le sudicerie della persona e delle abitudini.

I più giovani — non ve n’erano di giovanissimi — erano o storpi, qualcuno zoppo, qualcuno cieco, uno col braccio rattrappito e cavato fuori dalla manica della giacchetta, o malati, con certe faccie sbiancate, con certe orecchie esangui di persone divorate da infermità fatali, con certi visi chiazzati di sangue ai pomelli, con certe guance plumbee dove la barba non rasa, metteva fuori dei peli ispidi, incolti, brizzolati, sudici anche essi. Vi era un lunatico che si riconosceva alla bocca storta, stirata verso un orecchio e agli occhi stralunati; vi era un cionco che, pure, andava e veniva, sulle sue mezze gambe, trascinandosi con le mani, e alle cui mani erano