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— Tu credi? Veramente?

— Eh, zi monaca mia, non si è mica perduto, a ventidue anni, — esclamò la serva, cinicamente.

— Sarà sano e salvo? Una notte fuori di casa, così, chi sa dove!

— Eh, lo so io, dove è! — borbottò la serva.

Ma la monaca non chiese altro. Il suo volto appassito, di claustrata sessantenne, di nuovo arrossì come quello di una giovinetta. Si tirò il mantello nero intorno alla persona, come se avesse freddo: e mentre la serva si alzava il fazzoletto di cotone sulla testa per ripararsi dal vento, uscendo di casa, suor Giovanna cominciò a portare in cucina i piatti sudici, con pochi avanzi di carne fredda, i bicchieri dove s’inacidiva, in fondo, del vinello, aprì la chiave dell’acqua di Serino, mettendovi sotto tutta quella roba sporca. Poi,