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giuochi 39


serci assicurati che quello sotto non poteva vederci, partivamo in punta di piedi, in gruppi di due, di tre, per nasconderci: ed era una ricerca muta e nervosa, inquieta e taciturna, di un nascondiglio impossibile. Bisognava trovare presto e bene: avere astuzia e audacia; avere fantasia e attività. Vi era il giuocatore egoista, che trovato un nascondiglio per sè, ne cacciava gli altri, col pretesto che facevano rumore e che lo scoprivano; vi era il giuocatore immaginoso, che si ficcava negli armadi, fra le materasse, senza respirare, sorridendo in quella soffocazione; vi era il giuocatore incerto, che girava tutta la casa, senza trovare un cantuccio soddisfacente; vi era quello audace che si metteva semplicemente dietro una porta, dietro una poltrona, a due passi da quello celato, con la magnifica certezza di non essere scoperto, per le troppe probabilità di essere preso; e vi era finalmente quello sciocco, che si ficcava stupidamente sotto un letto. Quando tutti erano nascosti, si sentiva un griduccio lontano, stridulo, prolungato: