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a un poeta 13


tutta una luce e per i morsi che dànno a una sorellina più grande; per la strana scienza che appare nelle loro profonde risposte e per l’istinto di distruzione che li domina; per la carezza dei loro occhi sereni e per la convulsione paurosa delle loro collere infantili; per l’elemosina che fanno e per l’uccellino che spennacchiano; per il bacio che ci dànno, spontaneo, affettuoso, e per lo sgarbo con cui ci ringraziano del dono di un giocattolo; per le loro simpatie istintive e per i loro odii irragionevoli: per tutta questa contraddizione i bimbi valgono — per l’arte — quanto l’uomo nel pieno rigoglio della sua virilità, quanto la donna nel pieno fiore della sua bellezza.

E poi questo bimbo moderno, nato da gente inquieta e convulsa, cresciuto spesso in un ambiente di nervosità irritante o di languida malinconia,