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provvidenza buona speranza 195

del piccolo trovatore; si fermava sulle soglie delle chiese dove giacciono in terra a dormire, arrotondate come cani tante miserabili creaturine senza tetto e sollevandole se ne metteva un paio col capo in grembo, coprendole con le falde del suo soprabitone rimanendo immobile al freddo, seduto sugli scalini, guardando i ricchi e gli agiati che rincasano e vanno a baciare i bimbi che dormono nel calduccio del letticciuolo. Provvidenza, buona speranza, andava al mattino ed al pomeriggio sulla porta delle scuole a vedere i bambini che vanno o escono dalla scuola; negli otto giorni di ogni anno in cui l’ospizio dell’Annunziata è aperto al pubblico, il mendico passeggiava gravemente nelle sale mirando i trovatelli, parlando loro, baciucchiandoli, palleggiandoli e canticchiando loro misteriose canzoni. Era singolare come il mendico intendesse il linguaggio fatto a balbetti dei piccini piccini e le domande incoerenti dei più grandetti ed i bimbi comprendevano lui che non era compreso dagli uomini. Una notte Provvi-