Pagina:Serao - Le amanti.djvu/146

136 Tramontando il sole


incontri, dandogli sempre dei nuovi convegni, ansiosa, affannosa, come se il tempo le fuggisse, come se ella avesse qualche misteriosa chiamata altrove e che la presentisse. Ella arrivava più presto, portando dei fiori nelle mani, come era il suo costume, un po’ pallida sempre, sotto le fini velette nere, vestita quasi sempre di nero, piccola, con un viso che si levava verso lui, esprimente una immensa ansietà negli occhi dolci che egli aveva adorato, nella bocca ancora fresca e vivida che era stata la sua adorazione. Si stringevano appena la mano e si mettevano accanto, passeggiando piano, non vedendo nessuno, andando per le vie più strane e più remote, perdendosi per ore intiere, parlando di quel passato che ella evocava, con un motto, con un gesto. E più il tempo trascorreva, più cresceva in lei, in duplice corrente spirituale, un infinito rimpianto per il passato e un acuto rimorso. Di lontano, questo amore di cui ella aveva riso, in pubblico, questo amore di cui ella si era burlata, come una pessima femminetta, questo amore per cui ella