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Pagina:Serao - All'erta, sentinella!, Milano, Galli, 1896.djvu/77


— Tu sei un birbante e ti hanno messo in galera — insistette, arrabbiato, il ragazzo.

— Sissignore, sissignore, — mormorò umilmente Sciurillo.

Tacevano. Il fanciullo guardava i garofani screziati che fiorivano ancora, malgrado il novembre, tanto era soleggiato il terrazzino. Uno strato di polvere copriva tutte le piante.

— Debbo innaffiare? — domandò il galeotto indovinando il pensiero del ragazzo e levandosi su.

— Sì: ma non buttare molt'acqua, Sciurillo.

Il galeotto, sempre con quel suo fare silenzioso, scivolò nell'appartamento e andò in cucina a riempire l'innaffiatoio.

— Ci sono le casseruole di rame da strofinare — disse Grazietta che volentieri si scaricava della fatica sul galeotto.

— A un altro poco: ora il signorino vuole che innaffi le piante — disse pazientemente Sciurillo.

Fuori il terrazzino, con molta delicatezza egli faceva piovere l'acqua sulla terra un po' bruciata dei vasi; il bimbo seguiva con molta attenzione l'operazione.

— Innaffia anche un poco le foglie, Sciurillo.

— Sissignore.

Era rimasta un po' d'acqua nell'innaffiatoio. Sciurillo la buttò sulla terra del terrazzino in giro, per rinfrescarla.

— Dammi un garofano, Sciurillo.