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Pagina:Serao - All'erta, sentinella!, Milano, Galli, 1896.djvu/76


— E per frutta?

— Le fave — diceva ridendo il galeotto.

Ora ridevano ambedue. Il ragazzo a un tratto divenne pensoso:

— Io ho mangiato i maccheroni, Sciurillo — diceva riflettendo.

— Salute a voi! — dicea ridendo Sciurillo — Ti piacciono a te, i maccheroni?

— Sissignore — Un'altra volta ne mangerò meno, te ne conserverò un piattino.

— Non importa, signorì — diceva il galeotto intenerito.

— Sì, si, tu li mangerai — gridava il ragazzo un po' arrabbiato.

— Sissignore, sissignore, non vi prendete collera — rispondeva subito Rocco Traetta, spaventato.

Il bambino, annoiato, sfogliava il suo libro d'immagini.

— Leggi qua sotto — diceva a Sciurillo, indicandogli una leggenda sotto una figurella.

— Non sai leggere? Oh quanto sei scemo!

— Se sapessi leggere, non starei qua — disse, dopo aver pensato, malinconicamente, Rocco Traetta.

— Tu stai qua, perchè sei un birbante, — disse ridendo il bimbo.

— Sissignore — mormorò il galeotto — ma chi sa leggere, non va in galera.