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Pagina:Serao - All'erta, sentinella!, Milano, Galli, 1896.djvu/71


— Ciò sarà stato di esempio salutare agli altri.

— Abbiamo riportato i corpi sfracellati: ciò ha fatto un gran terrore. Ma che importa, sognano sempre l'evasione! Quello con cui combattono è appunto la paura della morte. Hanno orrore di morir qui, tutti nella galera. Bisogna dire che il nostro cimitero fa spavento. Malgrado tutti i miei sforzi, non ho trovato nè un galeotto, nè un soldato che volesse assumersi la custodia del piccolo camposanto. È caduto in parte il muretto, non uno dei galeotti muratori ha voluto riattarlo. Li ho puniti: inutilmente Anche ai soldati fa ribrezzo. Già sono malinconici di questa vita di carcerieri che fanno qui: non voglio obbligarli a più tristi bisogne. Vorrei essere autorizzato, dai miei superiori, a far la spesa d'un custode, un qualunque cittadino. Ma non ho mai avuto risposta alle mie lettere, su tale rapporto. Vi assicuro, signor ispettore, che il solo vedere quest'orribile camposanto, fa passare, per poco, le velleità dell'evasione ai galeotti. Voi dovreste interessarvene, nella relazione.

— Vedrò, vedrò — rispose il Colonna vagamente.

. . . . . . . . . . . . . . . .

Sulla terrazzina della casa, donde, fra due edificii dirimpetto, si vedeva un angolo di mare, avevano distesa una provvida tenda di tela, per ripararla dal sole e dalla umidità. Quando il piccolo Mario