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Pagina:Serao - All'erta, sentinella!, Milano, Galli, 1896.djvu/45


le sue paure. Quando di dietro i cristalli ella sorrideva a suo marito che se ne andava e lo vedeva a un tratto circondato da un gruppo di galeotti, che andavano da lui per qualche reclamo, ella aveva uno schianto al cuore, stringeva fra le braccia il suo figliuolino, convulsamente. I galeotti guardavano in volto il direttore, ansiosamente, implorandone la indulgenza, conoscendolo il migliore di tutti, freddo ma dolce, severo ma crudele mai, ed ella in quegli occhi leggeva la minaccia, il furore. Ahi, nulla poteva persuaderla che quegli uomini avessero persa l'abitudine del sangue, nulla la convinceva che non avessero un coltello nascosto nella manica! Non lasciava uscire il suo bambino con Grazietta, mai: le pareva sempre che per vendetta di essere carcerati, per desiderio bestiale di sangue, per l'istinto dell'omicidio, uno di quelli assassini, un giorno, glielo avrebbe ucciso. Usciva, portandoselo in collo, lei, come un'umile madre popolana, senza sentire stanchezza: e quando incontrava qualche galeotto, chinava gli occhi. Costoro la salutavano, cavandosi il berretto, fermandosi a guardare il bel piccolino, obbedendo all'istinto dolce paterno che è nel cuore dei più perversi. Ma ella affrettava il passo, intimidita, quasi fuggiva via col bimbo suo. Uno che incontrava sempre sulla sua strada, era un grande giovanotto robusto, dal volto bianco e dagli occhi azzurri molto femminili, dai capelli