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Pagina:Serao - All'erta, sentinella!, Milano, Galli, 1896.djvu/333


— Andate pure ad Aversa.

E fece per rientrare nella sua stanza: ma donna Gabriella la raggiunse e con la grossa mano calzata da un guanto di pelle rossa la schiaffeggiò su tutte e due le guance. Uno dei pesanti braccialetti d'oro a catena sferzò il collo sottile di Chiarina, che si mise a piangere e a gridare disperatamente.

— Zitta! — diceva con voce bassa e rauca donna Gabriella.

— No, no — urlava Chiarina, per farsi sentire da tutto il palazzo.

— Zitta, zitta!

Ma la ragazza assalita da una nervosità invincibile strillava come convulsa. Sul pianerottolo del primo piano donna Orsolina che chiudeva la porta, menandosi innanzi la sua schiera di figliuoli, pallida, stanca, con una pancia già assai grossa, mormorava, contando i soldi che ci volevano per pagare le sedie in chiesa:

— Maritatevi, maritatevi, ragazze, vedrete quello che vi succede!

E si tormentava perchè i figli attirati dagli strilli di Chiarina non volevano più andare in chiesa. Placidamente appoggiata al braccio di suo marito, don Alfonso Ranaudo, e dall'altra parte appoggiata a un bastone per sorreggere la sua grassezza, donna Peppina scendeva le scale, crollando il capo, un po' rado di capelli, su cui si ergeva un cappello