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Pagina:Serao - All'erta, sentinella!, Milano, Galli, 1896.djvu/331


che spendo il sangue mio per mantenerti e per vestirti come una signora di carrozza?

— Il sangue vostro?... — chiese ironicamente Chiarina.

— Certamente: e se non fossi un'ingrata briccona, se non fossi una stracciona sconoscente, se non fossi di razza pezzente e superba, come era tuo padre, come doveva essere quella ridicola di tua madre, lo diresti tu stessa.

La ragazza di bruna si era fatta terrea per il pallore: gli occhi scintillavano e le gentili labbra rosse tremavano di rabbia.

— Sentite, donna Gabriella — disse a bassa voce, — che voi vogliate insultare me, sta bene, debbo sopportare, giacchè così Dio ha voluto: che vogliate insultare la buon'anima di mio padre, bisogna pure che sopporti, giacchè egli fece la bestialità di sposarsi a voi, soffrendo il purgatorio in terra; ma che voi vogliate offendere l'anima santa di mia madre, di cui non eravate degna neppur di baciar la terra dove metteva i piedi, questo, per quanto è vero la santa giornata di oggi, non lo sopporto. Dite che mia madre era una pezzente? Ma era una signora, capite? I vestiti che si metteva, erano comprati alla bottega; i gioielli che portava, erano della sua famiglia; quando usciva tutti le dicevano: tu possa essere benedetta! tanto era buona, capite? Voi che siete? Siete una pezzente risalita: avete i denari della povera gente a