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286 trenta per cento


Meccanicamente per un semplice atto di curiosità macchinale, il marito la segui, mordendo il suo sigaro; ma ella non si rivolse più indietro; camminò per la casa, attraversandola tutta come una sonnambula. Egli la vide schiudere la porta di entrata spalancarla e uscire sul pianerottolo; ma dalla soglia, ove egli si era fermato, la vide che non discendeva al primo piano, per andarsene, ma che lentamente saliva su al terzo piano.

E innanzi agli occhi dello stupefatto marito che guardava, non intendendo, la moglie bussò alla porta del terzo piano, appoggiandosi un momento alla ringhiera, come se vacillasse. Subito la porta si schiuse ed ella, senza dire neppure una parola, scomparve. Sempre fumando il suo sigaro, il marito rientrò in casa e chiamò Raffaella.

Questa, che aveva udito e visto tutto, arrivò subito, pallida, tremante:

— Chi abita lassù, al terzo piano? — chiese lui, fingendo indifferenza.

— Il signor Paolo Collemagno, — balbettò ella, abbassando gli occhi.

— È l’amante della signora, non è vero? — disse lui, con una voce che gli fischiava fra i denti, mentre faceva fischiare la sua mazzettina.

E la cameriera, malgrado la sua ignoranza delle parole, disse subito:

— Nossignore, nossignore. Era uno che le voleva bene.