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Pagina:Serao - All'erta, sentinella!, Milano, Galli, 1896.djvu/293


— No, — ripetette ostinatamente, — debbo parlarti questa sera, adesso. Ti ho aspettato cinque giorni, senz'aver tue notizie: ti ho cercato tutto il giorno, ieri, dovunque. Ora ti prego io a restar qui, ad ascoltarmi.

E la sua attitudine era così tranquilla la sua voce così ferma, che al marito produsse una impressione forte. Era stato sempre abituato a trovarla graziosa, umile, dolce e sentiva i suoi torti, sentiva che ella aveva ragione di esser mutata, aveva ragione di parlare così.

— Ti ascolto, — disse sedendosi dirimpetto a lei, ma senza lasciare il cappello e il bastone, come se fosse in visita.

— Carlo, — ella cominciò, dopo un minuto di pausa, — — la tua buona fede è stata sorpresa; tu sei stato ingannato; la tua amicizia per il banchiere Costa ti ha messo in un cattivo affare. Da quattro mesi tu lavori per gente che tutte le persone oneste dichiarano dei ladri; e tu vivi fra queste persone che domani possono comparire in corte di assisie.

Egli si era fatto mortalmente pallido, alle prime parole ma come lei continuava, tranquillamente, egli si era rimesso dalla sua emozione Solo arricciava i suoi mustacchi, nervosamente come se il discorso lo annoiasse un poco. Ella lo guardava negli occhi, e proseguì:

— Ti hanno mentito, Carlo. Tu sei un galantuomo,