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Pagina:Serao - All'erta, sentinella!, Milano, Galli, 1896.djvu/280


— Dite, Paolo, — mormorò a bassa voce, arrivando a un rustico banco di legno e lasciandovisi cadere.

Ma non avendogli ella detto di sederlesi accanto, egli, obbediente, rimase in piedi davanti a lei, staccando con la punta della mazzettina dei ciottolini di ghiaia e buttandoli in qua, in là, macchinalmente.

— L'incarico che mi avevate dato, era assai difficile, signora Eleonora, — egli cominciò, pronunciando il nome di lei, con grande dolcezza, — ma io avevo promesso! Tutta la città, lo sapete e ora tutta la provincia sono in preda a questa crescente follia e in un paese meridionale, caldo, ardente nella fantasia come il nostro, è così difficile guardarsi dall'esaltazione e dalla follia!

— Ma voi avete trovata la verità, nevvero? — chiese ansiosamente ella, guardandolo come se egli solo potesse saperla, come se egli stesso fosse la verità.

— L'ho trovata, con molti stenti, — riprese lui, chinando di nuovo gli occhi, — facendo come una inchiesta per mio conto personale, facendo per mio conto da giudice istruttore; ora potrei fornire tutti gli elementi a quello che dovrà istruire questo grande processo.

— Processo? — esclamò lei, impallidendo, — che processo?

— Signora Eleonora, — egli soggiunse, con una