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Pagina:Serao - All'erta, sentinella!, Milano, Galli, 1896.djvu/23


fu un grande silenzio intorno: e un pallore mortale scolorò tutte le cose sulla terra e sul mare, come se il gran paesaggio e i suoi abitanti fossero stati vinti da un profondo brivido di emozione.

Egli era un giovanotto di venticinque anni, alto, forte, un po' curvo di spalle: il suo volto era bianchissimo, di una bianchezza fitta, opaca, di latte, la muliebre bianchezza di coloro che hanno i capelli rossi: e nel bianco volto, dalla pelle intatta, senza un pelo, appena appena macchiata di qualche rara lentiggine, egli aveva un paio di occhi azzurri, di un azzurro tenerissimo, occhi grandi e sereni e quasi candidi, come quelli di un fanciullo innocente. Vestito di un vecchio calzone verdastro, tutto macchie e sfilacciato all'orlo, di una vecchia giacchetta di lanetta marrone, attraverso cui si vedeva la camicia bianca, non avendo egli panciotto, con un berrettino nero bisunto che lasciava vedere la criniera rossa, fulva, egli restava tranquillo sotto quella ignobile livrea della miseria, respirando fortemente la brezza marina, come se fosse felice di quell'aria. Solo le sue mani erano incatenate: non già con le manette, che si chiamano in volgare della polizia castagnole e che stringono i due pollici, non già con le semplici manette che uniscono i polsi, ma incatenato con una vera e propria catena, che girava due volte intorno ai polsi, e si chiudeva in un grosso lucchetto, una specie di gioiello lugubre