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trenta per cento 185

semplice ricevuta. In capo al mese, dal deposito si hanno dodici lire sopra cento.

— Dodici lire sopra cento ogni mese? — fece lui sgomentato.

— Già, dodici lire — disse lei ridendo clamorosamente, facendosi più rossa e più lucida per la risata.

— Non mi pare possibile, — egli soggiunse.

— Margherita Lombardi, Teresina Farnese e Filomena Scognamiglio le hanno avute, — disse trionfalmente Clorinda Fasulo.

— È un imbroglio, allora, signorina Fasulo — mormorò timidamente il professore, che non pronunziava mai ad alta voce una opinione recisa.

— Ma che! Ruffo-Scilla è un signore, è un galantuomo, ha qui dentro delle nipoti.

— Ma come può dare un interesse così favoloso?

Clorinda Fasulo tacque per un momento, poi guardandosi attorno, disse quasi all’orecchio del professore Alessandro de Peruta:

— Ruffo—Scilla fa affari con Rothschild: sono denari di Rothschild.

— Ah — fece quello, profondamente.

Pure nella sua coscienza rigida di equità, egli tentò un’ultima prova:

— Perchè non li portate voi, signorina Fasulo?

— Perchè usciamo sempre di domenica, da questa casa, e di domenica la banca è chiusa. Peccato! Ci deve essere sempre una gran folla, a questa