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Pagina:Seneca - Lettere, 1802.djvu/52

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buona, ancorchè sia inaudita, et ancorchè sia nova. A chi non mancherà l’animo, non mancherà nè anco l’ingegno per trovar via di morire. Mira come anco gli più infimi servi stimolati dal dolore si risentono, e si destano per modo, che gabbano anco quelli, che diligentissimamente fanno loro la guardia. Grand’uomo è quello, che non solo si propone, e si delibera di morire; ma ancora si trova il modo di conseguir la morte. E poichè t’ho promesso di darti più esempi di questa sorte: nel secondo spettacolo della guerra navale un Barbaro, passandosi la gola con quella lancia, che avea presa contra gli avversarj, perchè disse, non devo io tormi quanto più presto al tormento, et allo strazio? E perchè devo armato aspettar la morte? Spettacolo veramente tanto più degno, quanto più onesta cosa è agli uomini il morire, che l’uccidere altrui. Che dunque? La virtù, che hanno questi animi perduti, e pieni di tormenti, non averanno quelli che contra questi casi sono ammaestrati et instrutti dalla lunga meditazione, e dalla Ragione maestra di tutte le cose? Questa è quella che n’insegna che vi son molte strade da pervenire alla morte, le quali però tutte hanno un medesimo fine. E non rilieva che principio s’abbia quel che viene. Questa ne ammonisce, che concedendocisi, si debbia morir senza dolore; e non potendosi, che si faccia come si può, e che si pigli quello che ne viene innanzi per levarsi la vita. È cosa ingiuriosa il vivere a chi si deve per violenza tor di vita; e per il contrario è bellis-