Apri il menu principale

Pagina:Seneca - Lettere, 1802.djvu/40

14

mo, e toglie il desiderio di tutte le cose, perchè sola basta e supplisce per tutte. Perciocchè la potenza e l’origine di tutte le cose è in essa virtù. Che importa, che l’acqua che corre, sia intercetta, e portata via, se il fonte, dond’è sortita, è salvo? Tu non dirai che un uomo da bene sia più giusto vivendo i figliuoli, che poi che gli ha perduti; nè tampoco che sia più ordinato, nè più prudente, nè più onesto: adunque nè anco dirai che sia migliore. L’aver degli amici non fa che un sia più savio, e la perdita d’essi non lo rende più stolto: adunque non lo fa ne più beato, nè più misero. Mentre la Virtù sarà salva, tu non conoscerai quel che ti manchi. Che dunque? mi dirai: non è più beato un che sia carco e d’amici, e di figliuoli? E perchè deve esser più beato? Poichè il sommo bene non si può nè diminuire, nè crescere, e sta sempre fermo nel suo termine, in qualunque modo si porti la Fortuna; o che gli si dia lunga vecchiezza, o che vicino ad essa vecchiezza si finischi, la medesima natura è del sommo bene, ancorchè sia diversa quella dell’età. Che gli si proponga maggiore, o minor circolo, questo appertiene allo spazio, non alla forma di esso bene. Et ancorchè uno sia lungamente stato in vita, l’altro sia subito coperto, e finito in quel suggetto, ove egli era impresso; ambi sono stati d’una medesima forma. Quel ch’è Retto, non si può stimar nè per grandezza, nè per numero, nè per tempo: nè si può aggrandir più, di quel che si può diminuire. Restringi l’onesta vita di cent’anni in