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Pagina:Seneca - Lettere, 1802.djvu/25


xxiii

Comino. Chi amasse poi di vedere l’autografo di questa bellissima traduzione, onde riscontrare, se vero sia quel che ne ho detto, lo troverà quindinnanzi nella insigne sceltissima Biblioteca Pisani, alla quale, fattone l’uso ch’io volea, l’Egregio Ab. Francesconi mi commise di rassegnarlo in suo nome. Infatti era convenevol cosa, ch’esso sen rimanesse a perpetua memoria presso uno degli assennati nobilissimi odierni Sposi, che sì benemeriti sono dell’edizione presente, per avermi fornito con quella generosità, ch’è propia del loro animo, i mezzi di mandarla ad effetto.

Restami ora a dire qualmente la Lettera II. e la VIII. erano mancanti nel fine, nè parvemi opportuno lasciarle correr così. Però fu per me supplito alla mancanza, come potei il meglio, avvisandomi che ciò non tornerebbe discaro a’ leggitori, i quali ameran più presto di vederle comunque compiute, che imperfette lasciate. Tal mio supplemento a bella posta fu impresso in carattere corsivo, onde distinguasi il dove esso comincia, e il dove a finir va.

Possano tante mie cure riscuotere alcun benigno compatimento dagli studiosi della lingua no-