Pagina:Sella - Plico del fotografo.djvu/439


negative su collodio secco. 417

abbia perduto la sua apparenza oleosa, e per questo occorre circa un mezzo litro d’acqua. Dopo si prende un poco d’acqua distillata, p. e. un mezzo bicchiere, che si versa sullo strato, e quindi si versa via, e si lascia sgocciolare bene per alcuni istanti.

Si versa ora sullo strato l’albumina iodurata. Questa è simile a quella che usasi per produrre le prove negative su albumina, cioè:

100

parti

albumina

10

»

acqua

3

»

gomma arabica

1

½

»

ioduro di potassio.


Essa è migliore dopo cinque o sei giorni che è preparata, e se le si aggiunge alcune goccie di ammoniaca liquida, ha veramente la proprietà di conservarsi per alcuni mesi atta a servire, la qual cosa è assai utile all’operatore, perchè lo esime dalla frequente preparazione di essa, fatica assai improba. Se l’albumina fosse dilungata con maggior quantità d’acqua, p. e. col suo peso di acqua, sarebbe egualmente efficace. Li signori Barresvil e Davanne1 nel loro eccellente trattato raccomandano di aggiungere all’albumina il 2 ½ per 100 di zuccaro bianco onde rendere lo strato più morbido.

Appena che l’albumina ricopre tutto lo strato sensibile, si inclina la lastra su di un bicchiere ad hoc, e la si lascia sgocciolar ben bene, e poi si pone la lastra stessa in una cassetta posta in silo secco in modo che essa termini di sgocciolare, e possa seccare perfettamente al riparo della luce. Se l’essiccamento è troppo lento per la troppa umidità o per una troppo bassa temperatura, vi è pericolo che l’albumina si sollevi, e faccia staccare il collodio dal vetro producendo delle bolle. Queste bolle si possono anche evitare facendo seccare immediatamente le lastre collodio-albuminate sopra un forno contenente pochi carboni accesi, oppure anche sopra la fiamma di una lampada. È cosa singolare ed utile che l’albumina stesa sul collodio è

27 Fotografia.
  1. Chimie photographique par MM. Barresvil et Davanne. Deuxième édition. Paris.