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negative su collodio. 377

a ciò, che lo strato del collodio sensibilizzato sia di apparenza uniforme nella sua superficie; e dal non fare attenzione che il bagno sensibilizzatore fosse puro, e se noi fosse stato, che lo strato sensibilizzato fosse lavato con un poco di bagno d’argento di purezza perfetta. Quando lo strato sensibile viene reso della massima purezza e profondamente compenetrato dal sensibilizzatore, è quasi impossibile che si formino delle macchie sulle negative. Noi insistiamo sopra di questa circostanza, perchè tante cause si vanno e dagli operatori e dagli scrittori fantasticando come capaci di produrre le macchie, mentre in realtà queste derivano quasi sempre dalle impurità del bagno sensibilizzatore o da una insufficiente azione di esso sulla lastra collodionata.

3‘ Pellicola di argento sul bagno. — Il bagno sensibilizzatore quando è nel bacino e vi rimane in riposo, anche quando si tiene coperto con un cartone, p. e., si ricopre sempre, dopo qualche tempo, di una sottilissima pellicola o crema d’argento. Questa pellicola viene ad attaccarsi in modo solido sullo strato sensibile, se non si ha la precauzione di levarla col mezzo di una lista di carta che si passa leggermente a fior d’acqua sul bagno. L’operatore su collodio dovrà fare questo prima di incominciare l’operazione del collodionare, per poter subito sensibilizzare appena terminata la spalmatura del collodio sul vetro.

Operazione V.

Esporre nella camera oscura.

La posa dovendo immediatamente aver luogo dopo della sensibilizzazione della lastra, affinchè il collodio non perda una gran parte della ricevuta sensibilità, il fotografo deve già aver posto il suo modello al foco della camera oscura, ed ora non deve rimanergli altro a fare, che di dare un rapido sguardo sul vetro smerigliato, per verificare che il modello si trova ancor al foco, che tutto va bene, e quindi mettere nella camera oscura la lastra da impressionare.

Il tempo della durala della posa sarà variabile secondo la forza