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l’opera di j. h. van ’t hoff 69


Con questa domanda sulle labbra, racconta egli stesso, esce un giorno dal laboratorio e si incontra col suo collega De Vries; questi era proprio allora occupato in esperienze osmotiche e lo mette a giorno delle classiche ricerche di Pfeffer sulla misura diretta della pressione osmotica. Ecco così trovato l’anello che mancava. Egli confronta il processo di distillazione del vapor acqueo dall’acqua pura alla soluzione, per effetto della minor tensione di quest’ultima, col passaggio di acqua dal solvente puro alla soluzione attraverso alla parete semipermeabile, per effetto della pressione osmotica e riconosce il parallelismo dei due fenomeni.

Ma questo non basta. Egli aveva applicato agli equilibri nei gas una sua equazione, che risulta in fondo dalla combinazione di quella di Clapeyron colla legge di stato dei gas, e voleva ricercare se essa fosse applicabile anche alle soluzioni. Ora osserva che per mezzo di pareti semipermeabili e sostituendo la pressione osmotica alla gassosa, gli è possibile ripetere per le soluzioni i cicli e le modificazioni reversibili che lo avevano condotto a ricavare l’equazione per i gas.

Da ciò deriva la conseguenza necessaria che debbono valere per la pressione osmotica le leggi dei gas. Egli verifica i dati esistenti e trova che realmente, dalle misure di Pfeffer risultano verificate le leggi di Boyle e di Gay Lussac, e di conseguenza deve essere applicabile il principio di Avogadro. Soluzioni isotoniche debbono essere equimolecolari. Poichè dunque è applicabile alle soluzioni la legge di stato dei gas, egli calcola poi dalle misure di Pfeffer il valore della costante R e con grande sorpresa trova per questa un valore numerico sensibilmente uguale a quello che si ottiene per i gas: la pressione gassosa e la pressione osmotica esercitate da una data quantità di sostanza diluita in un determinato volume sono uguali.

A questo punto la luce è completa, l’analogia fra lo stato gassoso e quello di soluzione diluita è stabilita. Van ’t Hoff non tarda a chiarire le relazioni che legano la pressione osmotica colla diminuzione della tensione di vapore, coll’innalzamento del punto di ebollizione e coll’abbassamento del punto di congelamento delle soluzioni, e fa quindi rientrare quali casi speciali delle leggi sopra esposte le regole empiriche già trovate da Raoult. Sia le misure dirette della pressione osmotica, come le determinazioni tensimetriche, ebullioscopiche e