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Pagina:Scarselli - Nelle solenni esequie del celebre filosofo e medico bolognese Giacomo Bartolomeo Beccari - 1766.djvu/7


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Entriamo adunque, senza arrestarci alla vaghezza de’ primi fiori, che giovinetto raccolse ne’ deliziosi giardini delle umane lettere6, entriamo tosto, ed innoltriamoci ne’ vastissimi campi Filosofici, e Medici, de’ quali in poco tempo divenne non pur custode, e ministro, ma reggitore, e signore7. Tutte ad una ad una scorrendone le varie parti, chi saprà pur una sola additarne alle sue erudite ricerche inosservata, ed ignota, alle sue ingegnose sperienze intentata, ed incolta? Per le dialettiche regole, e controversie qual dirittura, qual sicurezza ne’ suoi giudicj? qual evidenza, qual forza ne’ suoi discorsi? ed in tutti i pensieri, e movimenti della sua mente quanto amor del bell’ordine? quanto studio della semplice verità? La qual verità se nelle cose materiali e terrene non di rado, ed in gran parte alla penetrazione si occulta de’ nostri sguardi, molto più spesso nelle spirituali e celesti alla vista dell’animo si sottragge, e quasi affatto nascondesi. Ma nè l’altezza, ed oscurità degli oggetti sgomentò mai, nè la difficoltà, ed incertezza de mezzi ritenne questo valente Filosofo, sì che i magnanimi sforzi del Cartesio, del Malebranchio, del Leibnizio, e di altri lor pari non emulasse, ed animosi voli non disciogliesse ai più eccelsi principj, ed ai più profondi misterj delle metafisiche contemplazioni8. Che dirò io della morale Filosofia, o più tosto che non ne dicono a sua gran lode quegl’illibati ed aurei costumi, specchio visibile di quelle leggi santissime, sulle quali fondava l’onesto vivere e virtuoso, e scorta infallibile a quel sommo ed ultimo fine, in ch’ei riponeva la vera e perfetta felicità9? Dove lascio i geniali suoi studi nelle cose botaniche10? dove le diligenti osservazioni intorno a tante altre, e sì varie, e sì mirabili opere della natura? Le quali materie, sotto il titolo di Storia naturale comprese, furono a Lui nella prima riforma dell’Accademia Filosofica degl’Inquieti assegnate, e da Lui per alquanti anni dottamente trattate11: di quell’Accademia io dico, la quale fiorì sempre mai d’illustri, e rari ingegni fino dal suo nascimento12, e per diverse vicende d’uno in altro soggiorno, quasi ospite e peregrina, passando13, fu poi nel novello Istitu-