Apri il menu principale

Pagina:Scarselli - Nelle solenni esequie del celebre filosofo e medico bolognese Giacomo Bartolomeo Beccari - 1766.djvu/35


35

Gaetano, et Andrea Avellino, altri suoi spezialissimi Protettori, raccomandandosi. Venerò ancora, come suo Protettore, S. Francesco di Sales, e come sua Protettrice Santa Caterina de’ Vigri, alla quale dedicò il libro de’ Fosfori, e come sue Interceditrici le sante anime del Purgatorio, per la redenzione delle quali incessantemente pregava. Per l’onor poi a’ Santi generalmente dovuto tanto zelo mai sempre, e tanta sollecitudine dimostrò, che le Monache della SS. Trinità, persuase, e vinte dalle esortazioni, e preghiere di Lui, nel giorno della commemorazione di S. Gio: Colombino Fondatore del loro Istituto si mossero a solennizzarne nella loro Chiesa la festa, e non cessano ogni anno di celebrarla.

(60) Soleva dire, che avea genio alle Messe, che le Messe gli piacevano; e spesse volte leggeva il trattato di M. Bossuet sopra la Messa, e diligentemente, e divotamente lo meditava; nè tralasciò mai, se non se gravemente impedito, di ascoltarla ogni giorno.

(61) Subito alzato dal letto s’inginocchiava ringraziando Dio; e prima di mettersi a tavola così la mattina, come la sera recitava ginocchioni co’ suoi domestici e famigliari un De profundis, e poi finita la tavola ritiravasi nella sua Cappelletta a recitare altre preci, senza intermetter giammai questa pia consuetudine.

(62) Lungo sarebbe l’annoverare tutti i libri, o di morale Cristiana, o di spiegazione sopra il Vangelo, o di sacre Meditazioni, i quali si leggevano, e si ponderavan da Lui. Basti il dire, che si veggono quasi tutti dal lungo uso grumosi, e poco men che consunti.

(63) L’Autografo di questa bella raccolta si conserva con altre carte di suo carattere tra Mss. della Biblioteca dell’Istituto. Non si crede fuor di proposito di darne quì impressa una copia a perpetua memoria delle virtuose, e cristiane sue massime, e ad istruzione, e profitto delle anime savie, costumate, e divote =

I.

Avere sempre un continuo desiderio di amare: perciò chiedere assiduamente il Santo Amore. Domine da mihi hanc aquam.

II.

Chi desidera questo desiderio, tronchi ogni altro desiderio di cosa, che non sia Dio. Offerisca perciò spesso ogni suo desiderio a Dio, e se ne spogli alla sua presenza.

III.

Le occupazioni, che si fanno per debito del proprio stato, non diminuiscono l’Amor Santo. Bisogna però guardarsi d’intraprenderne altre poco attinenti a noi, ed alla nostra condizione, quando non vi siamo legittimamente portati.

IV.

Deesi servire dell’occasioni piccole nella pratica dell’Amor Santo,