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Pagina:Scarselli - Nelle solenni esequie del celebre filosofo e medico bolognese Giacomo Bartolomeo Beccari - 1766.djvu/26

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e la pubblicazione di essi, e del pari onorevole alla memoria di sì eccellente Maestro.

(31) Niuno ha tra gli Scolari del Sig. Beccari, il quale non potesse far fede delle particolari di Lui premure nell’istruirli, non tanto nelle Facoltà Filosofiche, e Mediche, quanto nella buona, e Cristiana morale: ma sia lecito in questo luogo all’Oratore di produrre la propria testimonianza; siccome quegli, che avendo da esso per quattro anni ricevute le Mediche istituzioni, ebbe la sorte in quel tempo di udire ancora i suoi virtuosi insegnamenti, e di ammirarne l’uso fedele in Lui stesso, e sempre dipoi nelle frequenti occasioni, che ha avuto, di conversare famigliarmente con Lui; benchè dallo Studio di Medicina, per singolare beneficenza dell’Eccelso Reggimento, chiamato all’onor di servirlo, sino alle primarie graduazioni, nella sua Segreteria, e destinato a professare le Umane Lettere in questa Università. Serba in oltre l’Oratore presso di se un grosso Protocollo di lettere originali del Sig. Beccari a Lui dirette dal 1742 al 1761: tempo in cui esercitò l’uffizio di Segretario dell’Ambascieria di Roma. Le quali lettere non solamente abbondano di scelta dottrina, e di pura e soave eleganza; ma di rara virtù, e di un ardentissimo amore verso la Patria.

(32) Si vegga la precedente nota al n. (25)

(33) Sei volumi sono usciti fin ora degli Atti di questa Accademia; e due altri tra poco usciranno alla pubblica luce. Grandissimo onore n’è venuto agli Accademici ne’ loro Opuscoli, e ne’ Commentarj scritti con aurea purità ed eleganza dal precitato Sig. Francesco Zanotti, da cui parimente è composta la Storia dell’Istituto, e dell’Accademia, come Segretario dell’uno, e dell’altra, ed in oggi degnissimo successor del Beccari nella carica di Presidente dell’Istituto.

(34) Eccone il testimonio nel primo Vol. degli Atti dell’Accademia alla pag. 44. Itaque rei summa erat apud Beccarium, et Galeatium, qui pro eo quantum poterant ad communem salutem incumbentes non parum, ut in malis, profecerunt; duorum enim diligentia Academiam universam ab interitu vindicavit. Fu questa la prima volta, nella quale fu l’Accademia sul punto di sciogliersi, cioè circa l’anno 1710, quando fu ricoverata in casa del Dottor Simoni. Si rinnovò poi dopo lo stabilimento di essa nell’Istituto, e per molti, e diversi motivi, indicati nel secondo Vol. degli Atti dell’Accademia alle pag. 52. 53. 54., e nel V. alla pag. 25., crebbe più volte il pericolo del suo discioglimento; a preservarla dal quale grandemente valse, come a tutti gli Accademici è noto, la diligenza, e l’amore del Sig. Beccari.

(35) Le beneficenze di Benedetto XIV. verso l’Accademia dell’Istituto appariscono dal Moto proprio segnato li 22 Giugno 1745, e compreso nel Vol. 2. delle Lettere, Brevi, Chirografi di Benedetto XIV. impresso in Bologna 1751. Merita ancora in questo proposito di esser letta la lettera dedicatoria al predetto Sommo Pontefice nel sec. Vol. degli Atti dell’Accademia.