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NOTE ALLA SATIRA QUINTA


1 Due buffoni di corte. Del primo parla Marziale in più luoghi; del secondo, Orazio Sat. Lib. i. 51.

2 I greti dei fiumi e i ponti, passandovi sempre più gente, erano i luoghi, dove stavano di piantone gli accattoni.

3 Chi volesse conoscere il modo di stare a tavola degli antichi romani, e la disposizione delle loro mense, legga l'argomento analitico premesso alla Satiraviii del secondo libro d'Orazio illustrato con tanta dottrina da Enrico Bindi; Prato, Tip. F. Alberghetti e C., 1850.

4 Ogni cliente, per farsi maggior merito, cercava di esser il primo a dare il buon giorno al suo patrono: e perciò ogni mattina a bruzzolo procurava di essere alla porta di lui, perchè altri non lo prevenisse.

5 Sagunto era rinomata per le sue fabbriche di stoviglie.

6 Nome vero o supposto del convitatore di Trebio.

7 Se dobbiamo credere all'autorità di Plinio, i Romani cominciarono a radersi la barba l'anno di Roma 415; ed è probabile che anco l'uso di tagliarsi i capelli rimonti a quel tempo. Stando a questo calcolo, il vino, di cui qui si parla, avrebbe avuto fra i tre e i quattrocento anni. Ciò parrà una bomba: ma se si pensa che lo stesso Plinio (lib. xiv. 4) racconta che al suo tempo si beveano dei vini di dugento anni, i quali per la gran vecchiezza erano diventati densi come il miele, l'affermazione del poeta non ha poi tanto dell'incredibile. E oggi non vi è il famoso aceto di Modena, che dicono esservene fino di trecento anni?

8 La guerra sociale scoppiò l'anno di Roma 664, e durò circa quattro anni.

9 I vini di queste due città del Lazio erano molto rinomati.