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50 lettere di fra paolo sarpi.

anch’egli intento al medesimo scopo, cioè alla pace d’Italia; e in fine, perchè la fazione papista si accrebbe pel contegno tenuto dal re di Francia. Egli per un intero quadriennio moltiplicò le sue istanze affinchè si facesse l’accordo col papa, e le sue esortazioni non andarono esenti da minacce: a tale che molti dei buoni fecero defezione; e quelli che ancora stanno saldi, non amano gran fatto il re, siccome pervertitore della buona causa, nè di lui più si fidano.1 Sta loro scolpito nell’animo quel ch’egli tentò di ottenere colle sue lettere qua spedite; e tuttavolta temono ch’egli non affetti di gratificarsi il papa a prezzo della nostra servitù. Queste due verità sono fuori di controversia, infra gli esperti delle cose italiane: l’una, che nè il papa nè la curia romana potranno mai separarsi dalla casa d’Austria; l’altra, che i nostri papisti si schiereranno sempre dal lato ed a pro dello spagnuolo. Tutto ciò sia confidato nel seno di lei, come signore ed amico.

Il padre Fulgenzio andò a Roma, dopo aver avuta dal papa la pubblica fede che nulla sarebbesi operato a discapito del suo onore. In questi diciotto mesi fu continuo l’ammonire che fecero per indurlo ad abiurare: non volle cedere, ed è questa la cagion vera della sua prigionía; il pretesto poi, che meditasse di fuggirsi in Inghilterra. Stia sana.

Del 22 d’aprile 1610.




  1. Chi può leggere queste cose e non maravigliarsi del ritornare delle umane vicende e degli stessi periodi della storia? Vedasi anche la pag. 53.