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lettere di fra paolo sarpi. 417

vitori, per forza di tempo non si cancelli. E a ciò mira specialmente questa lettera. Ho poi anche in animo di farle elogi e raccomandazione dell’illustrissimo signor Gussoni; uomo assai sperto delle politiche faccende, liberale, e che molto si piace della conversazione degli ottimi e simili alla S.V. Se a Lei piacerà fagli qualche visita, come vivamente desidero, prego e domando, troverà gusto nella familiarità di sì nobil uomo, e farà a me sommo piacere. Del resto, io vo pregando Sua Divina Maestà che custodisca lunghissimamente in sanità la egregia S.V., e a me conceda di profferirle in effetto l’opera mia disposta a servirla. E le bacio le mani.

Venezia, 11 giugno 1616.




CCXLVIII. — Al medesimo.1


Con vivissima allegrezza ho veduto e letto la lettera della S.V., la quale leggendo, pareami godere della sua presenza; e ho veduto con piacere che trovasi in perfetta salute, siccome prova la formazione dei caratteri, che arguisce bontà di vista e salda mano. Voglia Iddio tenerla continuamente sana, come vivamente prego e sono per pregare continuamente la Sua Divina Maestà.

Negli scorsi anni, quando la Francia ci si dipingeva come titubante, cotesto Senato e la S.V. singolarmente mi stavano davanti agli occhi; e facevo voti caldissimi, come al presente, per la tranquillità di cotesto regno, ben sapendo che la salute


  1. Edita nel suo testo latino, come sopra, pag. 22.
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