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294 lettere di fra paolo sarpi.


Quanto alla venuta costà del signor Barbarigo, per la passata ho scritto a V.S. non solo tutto quello che ne so, ma anco tutto quello che se ne può sapere da qual si sia. In Spagna ovvero costì anderà al certo. In fine di questo mese egli tornerà a casa, e il signor Gussoni, che per l’avvenire sarà ambasciatore, andrà a Torino; per mezzo del quale continueremo a scrivere secondo il consueto. Per il seguente corriere credo che avrò da narrare a V.S. una bella arte di Gesuiti contro la Republica, e una provvisione pubblica di quella, in maniera che sarà degna di esser portata anco per esempio ad altri.

Nascono disgusti tra il papa e la Repubblica per causa di navigazione, che potrebbe esser di conseguenza, se non si rimedia presto. Se qualche cosa sarà, per la seguente ne darò a V.S. conto; alla quale, dopo renderle li saluti a nome del signor Molino e del padre M. Fulgenzio, le bacio le mani, pregandola ad aver un poco di più cura della propria sanità, e ringraziandola delle scritture mandatemi.

Delle cose di Germania qui vi è grand’incertezza, e la maggior parte pensa che debba nascer turbazione; ma io non lo posso credere, e tengo che Mattias resterà imperatore senza difficoltà. E per pronosticare ancora più oltre, aggiungo che poco dopo Alberto sarà fatto re de’ Romani, e stabilito più che mai il dominio spagnuolo in Germania: il quale chi lo vuole lo merita.

Di Venezia, il dì 13 marzo 1612.