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lettere di fra paolo sarpi. 131

tazione. Tanto esso muore lo stomaco e la bile, che io non posso metter fine di parlarne.

Sento che il figlio di Barklay è uomo di acuto ingegno ed erudito:1 credo, perciò, ch’egli non lascerà impunita l’ingiuria fatta a suo padre, e che l’altrui petulanza ne verrà repressa. In altro tempo male avrei potuto raffrenarmi; ma ora mi è, pur troppo, impedito di operar ciò che sarebbe necessario a difesa della verità.

Troppo la tenni a bada; ed è ormai tempo di liberarla da tale molestia. La prego di rendermi, all’opportunità, consapevole di quanto sarà stato giudicato nella causa de’ Gesuiti, e di far a mio nome mille salutazioni al signor Gillot. Stia sana.

Di Venezia, il 28 settembre 1610.




CLIV. — Al nominato Rossi.2


Ho ricevuto, con augumento d’obbligo, quelle di V.S. delli 7 e degli 8, ma insieme con dolore ch’io non vaglia3 nulla in servizio suo, prendendo Ella tanti incomodi per causa mia. Non posso se non pregare Dio che, per sua bontà, esso le doni la ricompensa.

Abbiamo avuto l’avviso dell’acquisto di Giuliers, e da tutti s’attribuisce la principal lode di quell’impresa al conte Maurizio:4 e veramente, bisogna


  1. Vedi la nostra nota a pag. 275 del primo volume.
  2. Edita in Capolago ec., pag. 229.
  3. La prima stampa ha, con errore che a noi sembra palpabile: ch’ei non voglia.
  4. Giuliers venne in quell’anno occupata dalle forze dei principi protestanti della Germania, sostenute dai Francesi e dagli Olandesi.