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fra paolo sarpi. xlvii

X.


A bene conoscere il Sarpi, fa mestieri leggerne altresì quella vita che ne scrisse Fra Fulgenzio Micanzio, suo amico e discepolo fedelissimo, alla quale possono le Lettere esser chiosa e complemento. Fra Paolo era austero, dato alle pratiche di un rigoroso ascetismo, studioso di conoscere i suoi difetti e rimediarvi, e la sua pietà confortava con l’assidua lezione e meditazione della Bibbia, massime del Nuovo Testamento; perdonatore delle offese, schivo di ogni superstizione, sincero e men cauto di quel che si accorgesse che i tempi richiedevano, e il rancore e l’astio de’ suoi nemici. La sua fiducia era tutta in Dio, e nell’ordine arcano delle sue disposizioni, onde converte in bene il male. La sua religione è ardentissima, senza che il fumo della fantasia l’oscurasse. Il suo tipo morale era la vita di un cenobita osservator delle regole a cui avea promesso i suoi giorni, e la schiettezza e lucidità delle idee il tenea lontano dalla servitù delle passioni. Tutto lo scibile abbracciava la potenza del suo intelletto, e la curiosità sua n’era pari. Il possiamo raffrontare a Leibnizio; tutti e due passano con la stessa facilità da una questione, poni, di giurisprudenza ad una di matematica, e per tutti e due le cose più difficili agli altri son le più chiare. Se la morte è sincera attestazione della vita, la morte di Fra Paolo prova la sua religione; umilmente con-