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Ofelia.

Corri, cicala, in quel palustre limo,
E rappella a cantar di rana in rana;
Che fra la schiera sarai forse il primo.

Elenco.

Dimmi, qual fera è sì di mente umana,
Che s’inginocchia al raggio della luna,
E per purgarsi scende alla fontana?

Ofelia.

Dimmi, qua! è l’uccello il qual raguna
I legni in la sua morte, e poi s’accende,
E vive al mondo senza pare alcuna?

Montano.

Mal fa chi contra al ciel pugna o contende:
Tempo è già da por fine a vostre liti;
Che ’l saver pastoral più non si stende.
Taci, coppia gentil; che ben graditi
Son vostri accenti in ciascun sacro bosco;
Ma temo che da Pan non sian uditi.
Ecco, al mover de’ rami il riconosco,
Che torna all’ombra pien d’orgoglio e d’ira
Col naso adunco afflando amaro tosco.
Ma quel facondo Apollo, il qual v’aspira,
Abbia sol la vittoria; e tu, bifolco,
Prendi i tuo’ vasi; e tu, caprair, la lira:
Cheb ’l ciel v’accresca come erbetta in solco.


ANNOTAZIONI

all’Egloga Nona.


Dimmi, caprar novello, ec. Tutta quest’Egloga è fatta ad imitazione dell’Egl. iii. delta Buccolica di Virgilio, che anch’esso la prese dall’ Idilio iv. di Teocrito.

E tu, Priapo, ec. Fino da’ più antichi tempi Priapo fu creduto un Dio. Dai Moabiti e dai Madianiti, popoli dell’A-