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i frangenti. 69


— Ma salvatela adunque!

— Lo volete, miss Anna?

— Ne va la vita di tutti!

Il naufrago scrollò le spalle con un gesto di noncuranza, poi disse con voce sorda:

— È voi che desidero salvare, perchè non voglio che finiate sotto i denti dei cannibali. —

Si slanciò verso poppa e guardò per alcuni istanti intorno alla nave. Il mare si infrangeva furiosamente per ogni dove, rimbalzando a grande altezza con sprazzi mostruosi. Ruggiva orribilmente sopra i bassifondi che lo tenevano imprigionato, cercando di sorpassarli o di spazzarli via.

All’est, attraverso le tenebre, si scorgeva confusamente una massa enorme sormontata da una serie di picchi aguzzi che si perdevano, di quando in quando, fra le nubi che volteggiavano in tutte le direzioni trascinate dal vento che pareva impazzito.

Il naufrago con un solo salto balzò giù dal cassero e si fermò dinanzi al capitano, che correva verso il ponte di comando.

— Signore! — gli disse.

— Cosa vuoi, Bill? Spicciati, chè i minuti sono preziosi.

— Se volete che la vostra nave non s’infranga sulle scogliere, è necessario che mi affidiate il comando per pochi istanti.

— Cosa vuoi fare?

— Salvare la vostra nave, ho detto.

— Sei capace di compiere questo miracolo?

— Conosco l’isola e le sue scogliere, signore!

— Comanda adunque!

Il naufrago salì sul ponte di comando, imboccò il portavoce e gridò: