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CAPITOLO XVI.

Due formidabili nemici.

Mentre il francese, più fortunato di tutti, riusciva a fuggire, Amali, il capitano, Durga ed i due marinai, strettemente legati, venivano condotti per altra via al campo del marajah.

Amali, convinto che ogni resistenza ed ogni tentativo di fuga sarebbero stati inutili, si era subito rassegnato alla sua sorte.

D’altronde non dubitava di uscire vivo dalle mani del suo nemico, contando su Mysora. Uno scambio gli sembrava possibile, quantunque il cuore gli sanguinasse al pensiero di dover restituire la fanciulla amata.

Era bensì vero che una volta libero, con Maduri non più prigioniero del marajah, avrebbe potuto più tardi riconquistarla, invadendo lo Stato e prendendo d’assalto Jafnapatam. Nondimeno avrebbe preferito poterla conservare nel suo asilo inaccessibile.

Cominciava a sorgere l’alba quando i cinque prigionieri, scortati da oltre cinquanta cingalesi, giungevano al campo del marajah, accolti da risa di scherno e da urla di gioia.